Il mio spiraglietto sul mondo si aprì meno di una settimana dopo l’omicidio di Kennedy, e qualche giorno prima della nascita del primo Playboy Club.
Vale a dire, appena dopo che il “secolo americano” si fu spezzato la spina dorsale sotto le macerie della nuova Frontiera, e appena prima che lo stesso cominciasse a produrre canali alternativi per la trasmissione dei suoi flussi nervosi.
In sostanza, il mio spiraglietto sul mondo si aprì proprio durante quei 10 giorni in cui il mondo fu più indifeso.
Al pari della guerra del Vietnam, al pari di un virus, per attecchire approfittai, nel mio piccolo, del deficit immunitario.
Questione di culo, penso.
Tenterò di definirmi funzionalisticamente. Ovvero, mi definirò attraverso ciò che sto facendo in questo preciso istante. In senso cosmico, al pari di te, o Lettore, mi sto dirigendo alla velocità di 56.000 km al secondo verso Andromeda. A che cazzo fare, non saprei. Più localmente parlando, sto facendo correre la sedia del computer, con le rotelle sotto, per la stanza, inseguendo uno scarafaggio, e facendo la sirena della polizia con la bocca. Sembra di essere in un film americano. Tra poco verranno a suonare alla porta, ne sono sicuro.